It’s worth it


“Mamma, non ti preoccupare. Adesso ci sono loro. Stenditi e fai bei sogni”

Udemba è un bimbo nigeriano di circa 8 anni quando finalmente sbarca in Italia, nel porto di Catania. Dopo due anni di viaggio. Due anni senza mai abbandonare la madre che siede ora accanto a lui nell’ambulatorio mobile di Emergency. È stato per 730 giorni sempre lì, mentre lei iniziava ad accusare i primi sintomi di PSTD (Post Stress Traumatic Disease ).
Le numerose crisi umanitarie degli ultimi anni, la persistenza di condizioni di guerra e della violazione sistematica dei diritti umani in molti Paesi costringono milioni di persone a fuggire intraprendendo viaggi spesso molto pericolosi. Secondo i dati dell’UNHCR oggi le persone in fuga nel mondo sono oltre 60 milioni. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno mostrato un aumentato rischio di disturbi mentali in questi soggetti vulnerabili.
In uno studio condotto da MSF ( “traumi ignorati” 2015) è emerso che “ i disturbi attribuibili all’ansia sono stati quelli maggiormente rilevati (33,6%), seguiti dai disordini da stress post traumatico (16,3%), dai disturbi depressivi (11,9%), da disturbi della personalità (1,8%) e da disturbi cognitivi (0,7%). Tra i 387 pazienti visti in questo periodo, 189 (48,8%) sono stati vittime di eventi traumatici prima del viaggio e 319 (82,4%) durante il viaggio”.

Praticamente tutti.

Risultati



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